“La cooperazione è un laboratorio permanente di futuro”. In un contesto sociale ed economico in continua trasformazione, fare cooperazione oggi significa molto più che creare impresa: significa costruire futuro, generare senso, produrre giustizia. A raccontarlo è Monica, giovane presidente della cooperativa Coopernica, nata a Napoli nel giugno 2023 e animata da un forte spirito collettivo. “Per me fare cooperazione oggi significa contribuire alla costruzione di una società possibile, giusta, equa e sostenibile in ogni suo aspetto – non solo quello ambientale, ma anche sociale, economico e culturale. Significa partecipare attivamente alla vita del Paese e contrastare l’individualismo dominante con pratiche orientate alla condivisione, all’equità e alla centralità della persona”.
Monica ha incontrato la cooperazione giovanissima, il suo percorso comincia nel cuore della cooperazione sociale, a Napoli, nelle aree difficili di Scampia e Secondigliano, dove ha lavorato per anni prima di fondare la sua attuale cooperativa. “La cooperazione – ha raccontato – rappresentava esattamente i miei principi, il mio desiderio di incidere, di essere parte attiva della società”. Ma la strada non è sempre stata semplice, “sono state diverse le difficoltà incontrate”, prima fra tutte la scarsa conoscenza del modello cooperativo, spesso confuso con il volontariato o ridotto a una dimensione residuale, inoltre una delle sfide principali per Monica è far comprendere cosa sia davvero una cooperativa, quali valori la muovano e quale portato culturale e politico la accompagni: “Sì, politico: perché la cooperazione, soprattutto quella sociale, ha un ruolo trasformativo, è portatrice di visioni e progetti alternativi”.
In questo percorso di crescita, sia personale che imprenditoriale, Generazioni ha avuto un ruolo fondamentale: “Per me è stata una scuola di vita. Mi ha aiutata a superare timidezze, a mettermi in gioco, a maturare come donna, come cooperatrice e come presidente di una nuova realtà imprenditoriale. Sono entrata nel coordinamento quando lavoravo in un’altra cooperativa, e da lì non sono più uscita”. Oggi Monica fa parte dell’esecutivo nazionale di Generazioni e partecipa attivamente al dibattito interno ed esterno sul futuro del movimento cooperativo. Il coordinamento giovanile non è soltanto uno spazio di crescita individuale: è anche un generatore di opportunità collettive, Coopernica stessa ne è un esempio: “Grazie a Generazioni abbiamo potuto ragionare in modo condiviso su modelli organizzativi, scenari economici, possibilità di sviluppo. Abbiamo costruito relazioni con altre cooperative simili alla nostra, abbiamo condiviso esperienze, creato reti, sviluppato nuove progettualità”.
Per Anna bisogna lavorare sulla contaminazione tra generazioni: lo scambio è la vera chiave per costruire significati nuovi, attuali, capaci di rendere il movimento cooperativo più comprensibile e attraente anche per chi oggi non lo conosce. “Il mondo è cambiato, e la cooperazione deve continuare a cambiare con esso, non può essere percepita solo come un rifugio nostalgico, ma va riconosciuta come un laboratorio permanente di futuro. Un luogo dove si elaborano nuove traiettorie, si producono risposte ai bisogni dei territori e delle persone, si costruisce economia con al centro la dignità umana”. nfine, un messaggio chiaro ai giovani under 40: “Consiglio con convinzione a chi ha un’idea, un sogno, o anche solo la voglia di cambiare, di avvicinarsi alla cooperazione. Ci sono collettivi, start-up, gruppi informali che agiscono già secondo i principi cooperativi, anche senza saperlo. Aprire una cooperativa può essere la chiave per dare solidità, valore e futuro a quel desiderio”.
