“Io dico sempre che oggi fare cooperazione non è più un valore aggiunto: è un bisogno. Il mio settore, ma in generale tutti quelli che conosco per lavoro, sono diventati talmente complicati che affrontarli da soli è semplicemente impossibile. Lo chiamiamo cooperazione, partnership, alleanza… ma il senso è lo stesso: unire le forze per rispondere ai bisogni.”
In un mercato sempre più complesso, frammentato e soggetto a cambiamenti continui, fare impresa da soli è ormai un’illusione secondo Federico, manager in Camst (cooperativa attiva nella ristorazione) e membro attivo del gruppo Generazioni, che da oltre dieci anni accompagna il suo percorso di crescita dentro e fuori la cooperativa.
Generazioni ha aiutato Federico a comprendere il reale significato della cooperazione: “I confronti con i ragazzi delle cooperative sociali mi hanno aperto gli occhi su realtà molto diverse dalla mia, su altri bisogni, altri linguaggi, altri modelli.”
È proprio la diversità dei mondi che convivono dentro Generazioni a costituire – secondo Federico – il valore aggiunto più grande del gruppo: un luogo dove si incontrano cooperative di comunità, agricole, sociali, di abitanti, in un intreccio continuo di esperienze e visioni. “Trovarsi a discutere con persone che fanno un lavoro completamente diverso dal tuo, che vengono da settori lontani, è un’opportunità formativa enorme. Ogni volta che torno a casa dopo un incontro di Generazioni porto con me uno spunto nuovo, un punto di vista che prima non avevo”.
Uno dei temi più delicati affrontati da Federico riguarda la percezione esterna del modello cooperativo, soprattutto da parte dei giovani: “Quando andiamo nelle università a fare orientamento e diciamo ‘cooperativa’, quasi nessuno alza lo sguardo. Ma se diciamo ‘società benefit’, tutti si interessano. Non sanno che è dalla cooperativa che si può diventare benefit, non il contrario”. Eppure, proprio nella cooperazione Federico vede una risposta possibile alle sfide di oggi: in termini valoriali, operativi, organizzativi, fiscali. In Italia fare impresa è sempre più difficile. Le normative sono complesse, le competenze richieste aumentano, la solitudine imprenditoriale è pesante. La cooperativa offre un modello più sostenibile, perché è basato sulla condivisione. “Però serve equilibrio: nelle cooperative molto grandi come la nostra, ad esempio, si perde un po’ in velocità decisionale. Bisogna trovare il giusto mix”.
In questo contesto, Generazioni gioca un ruolo strategico soprattutto per favorire un dialogo tra generazioni e modelli cooperativi diversi: “Personalmente mi ha aiutato a conoscere le dinamiche dell’associazione, a capirne il funzionamento politico, a sviluppare una maggiore apertura mentale. Non mi ha solo formato, mi ha trasformato”.
In conclusione, un messaggio per i giovani che si affacciano oggi al mondo del lavoro o pensano di avviare un progetto imprenditoriale: “Consiglierei assolutamente di fare cooperativa. È un modello che funziona, che risponde a necessità concrete, che valorizza le competenze e rende il fare impresa meno solitario. E Generazioni è lo spazio ideale per cominciare questo percorso con strumenti, relazioni e consapevolezza”.
